Elezioni regionali siciliane, scusate ma non ci sono per nessuno

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Per la prima volta nella mia vita mi sono imposto un silenzio “par condicio”, di solito esprimevo le mie preferenze di voto, ma questa volta e per queste elezioni regionali ho deciso di tirarmi indietro, di non esprimere alcuna preferenza, di fregarmene altamente e mi sono tirato fuori da questo circo mediatico, scarso di contenuti e ricco di ipocrisia.

Probabilmente sto diventando un qualunquista, uno di quelli che urla, ma non decide e non incide, ma nella sostanza lo spettacolo a cui si assiste in questi giorni mi fa capire che la scelta fatta è quella giusta.

Mi trovo davanti, nella maggior parte dei casi, a candidati improbabili e programmi inapplicabili, una marea di liste nate il più delle volte per combattersi all’interno della stessa coalizione, candidati mai visti e sentiti in questi anni sul territorio.

In queste lunghe ed interminabili settimane, che ci separano dal voto del 5 novembre, ho assistito alle lotte dei “santini”, i famigerati manifestini elettorali con le foto ritoccate dei candidati, bravi i fotografi che con le “photoshoppate” ci hanno restituito una serie di candidati belli e bellissimi, giovani e giovanissimi e i loro improbabili slogan.

La battaglia delle vetrine mi mancava, ho scoperto che le foto dei candidati non possono essere esposte sulle vetrine dei comitati elettorali, ne è nata una specie di guerra con tanto di ripicche ed esposti, poi chissà perché le foto non possono essere esposte ed i “santini” invece buttati per terra possono sostare tranquillamente, misteri da campagna elettorale. Il massimo sono coloro che predicano bene contro i propri avversari e poi a casa loro espongono gigantografie disattendendo del tutto questa strana normativa.

Non mi soffermo volutamente sui singoli candidati, alcuni veramente improbabili, non faccio nomi per rispetto alla “par condicio” che mi sono imposto, ma assisto a storie di ordinaria follia da campagna elettorale. Codazzi di sostenitori che accompagnano nei mercatini settimanali questi spaesati candidati, promettendo migliaia e migliaia di voti, addirittura ad uno di questi personaggi, venuto da fuori, hanno promesso mille voti sicuri, sicurissimi, certi e certissimi. Il controllo del voto è una delle prassi dalle nostre parti ed anche chi si professa nuovo, vergine e martire non è esente da queste pratiche. Candidati che sputano sui comitati elettorali costituiti per sostenerli, candidati che parlano male dei propri candidati presidenti, candidati che sanno parlare male di tutti e di tutto, candidati che sparlano di candidati della propria lista e pochissimi che parlano di programmi per i cittadini.

I social, infine, abbondano di filmati realizzati con il cellulare e foto sgranate. Quello che è mancato fino ad oggi è il comizio classico, con tanto di palco, microfono e prime file lasciate rigorosamente libere, perché non si sa mai dovessero associarli a questo o a quel partito o candidato. Probabilmente assisteremo a questi spettacoli nell’ultima settimana della campagna elettorale.

In tutto questo mare di miserie umane fatto di apparenza e poca sostanza, emerge la figura classica del “galoppino”, colui che sta sempre accanto al candidato, lo “alliscia”, lo consiglia, lo cura, lo accarezza, se ne prende cura amorevolmente, deve ottenere qualcosa in cambio, il favore, o sventolare ai quattro venti “vedete quello è stato eletto per merito mio”. Il “galoppino”corre qua e là, a volte diventa  “il “braccio armato” del candidato “stai attento che se sale …”, ultimamente ho assistito al codazzo dei galoppini, una serie di personaggi di dubbia fama, in genere senza arte ne parte, senza storia e sempre pronti a salire sul carro dei vincitori. Li riconosci subito, non parlano d’altro che del proprio candidato a cui hanno promesso centinaia di voti e da cui in cambio si aspettano favori, magari entrare nella propria corte regale e mangiare le briciole caduta dal tavolo del proprio padrone. Ahinoi, purtroppo nella fregola di ottenere il massimo dei voti tutti i gruppi politici hanno accolto tra le loro fila questi personaggi da macchietta da avanspettacolo di periferia, un circo Barnum a cui per fortuna ho chiuso ogni porta. Consiglio personale, cari lettori-elettori, fate sempre il contrario del consiglio dato dal galoppino di turno, costui agisce solo per interesse personale e per secondi fini, non ha alcuna morale e non ha alcuna amore per la comunità in cui vive, consuma solo l’aria che tutti noi respiriamo, sostanzialmente è un parassita che tenta di vivere alle nostre spalle, peggio del politicante che sostiene.

Cosa farò a questo punto nella cabina elettorale, adotterò il sistema Montanelli “turandomi il naso”, voterò il meno peggio, scheda bianca o scheda nulla ? Lo deciderò all’ultimo momento.

Non ho però alcun rimpianto, quello di essermi tirato indietro per tempo, di non partecipare a questo spettacolo, composto per la maggior parte di miserie umane, una corte regale di guitti da basso impero, scelta sbagliata ? Non lo so, ai posteri, come disse il poeta, l’ardua sentenza.


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