Giovane nicosiano rinviato a giudizio per calunnia

Dovrà rispondere dell’accusa di calunnia dinnanzi al giudice il giovane nicosiano Nicolò Maggio, che nell’agosto 2015 accusò un gruppo di uomini incappucciati di averlo aggredito e picchiato. Il Gup del Tribunale di Enna ha accolto la richiesta del pubblico ministero secondo il quale il Nicolò Maggio avrebbe inventato l’aggressione.

Nell’agosto del 2015 Maggio si era presentato presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Nicosia affermando di essere stato aggredito in contrada Sant’Agrippina e picchiato da un gruppo di uomini incappucciati, successivamente il giovane denunciò i suoi aggressori ai carabinieri. I medici del Basilotta però nel referto non riscontrarono lesioni compatibili con le percosse che dichiarava di aver ricevuto.

Secondo il racconto di Maggio, l’ex compagno della sua convivente, appena lasciato, avrebbe perpetrato l’aggressione. Un gruppo di amici incappucciati dell’ex fidanzato lo avrebbe fermato e in contrada Sant’Agrippina mentre era alla guida di uno scooter, durante il pestaggio però Maggio avrebbe riconosciuto uno dei suoi aggressori grazie ad un tatuaggio.

Del gruppo degli accusati facevano parte cinque persone, tre di loro si sono costituiti parte civile nel processo, Nicolò Maggio verrà difeso dall’avvocato Salvatore Timpanaro.

 

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