I medici del servizio di cardiologia del Basilotta di Nicosia salvano la vita ad una donna di 70 anni

Mentre a Nicosia si montano e smontano le polemiche sulla chiusura dell’unità operativa di cardiologia del Basilotta, si convocano riunioni e si cerca di capire quanto accaduto e quali azioni intraprendere, i medici del servizio di cardiologia continuano a prestare la propria opera e a salvare le vite delle persone.

E’ il caso di un’anziana donna, una 70enne, che il 14 novembre intorno alle 13.45, avvertiva un improvviso dolore al braccio sinistro e alle spalle. La donna veniva prontamente trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Nicosia, i sanitari del reparto capivano immediatamente la gravità delle condizioni. L’anziana, colpita da una grave aritmia cardiaca, veniva sottoposta alle cure dei medici, che stabilizzavano la paziente e nel frattempo contattavano l’ospedale San’Elia di Caltanissetta per le ulteriori cure del caso.

La donna veniva trasportata con l’elisoccorso al Sant’Elia, arrivata al nosocomio nisseno in meno di due ore e grazie alle pronte cure ricevute ed al pronto intervento dei medici del Basilotta, riusciva a superare la crisi cardiaca.

I medici del Sant’Elia hanno espresso la loro soddisfazione, ma soprattutto hanno elogiato i loro colleghi cardiologi del Basilotta per la competenza e la tempestività dei soccorsi prestati alla paziente.

L’epilogo positivo di questa vicenda fa comprendere quanto sia importante in termini pratici il reparto di cardiologia, soprattutto per la diagnosi e per l’operatività del primo intervento. Non aver previsto per gli ospedali di base questa importante unità operativa è un’assurdità che male si concilia con il diritto alla salute dei cittadini ed è anche assurdo chiudere un reparto che con competenza e professionalità opera all’interno di un territorio disagiato.

I familiari dell’anziana donna hanno voluto ringraziare sentitamente i medici del servizio di cardiologia del Basilotta, in particolar modo il dottor Taglienti, insieme a tutto il personale del pronto soccorso, che ancora una volta si è dimostrato professionale e umanamente vicino, anche con l’appoggio morale, ai parenti della paziente.

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