Il sindaco di Nicosia pronto ad azioni clamorose se non verrà ripristinata la piena operatività del reparto di radiologia del Basilotta

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Ancora due o tre giorni di tempo e poi se non verrò ripristinata la piena operatività h24 del reparto di radiologia del Basilotta potrebbe scattare la protesta da parte del sindaco di Nicosia Luigi Bonelli.

La settimana scorsa il primo cittadino aveva inviato una diffida al direttore dell’Unità complessa di Radiologia dell’Umberto I, affinchè venisse ripristinata la piena operatività del reparto del Basilotta a carenza di personale. Mancano all’appello almeno cinque unità e ad oggi i due medici che lavorano nel reparto hanno effettuato dei veri e propri turni massacranti cercando di coprire tutta la turnazione e garantire l’intero servizio fondamentale per il funzionamento di gran parte dei reparti del presidio ospedaliero di Nicosia.

Questo fino a quando il direttore dell’Unità operativa complessa di Radiologia di Enna da cui dipende il reparto di Nicosia, il dottor Filippo Alberghina, non ha deciso che le emergenze urgenze radiologiche dopo le 20 dovevano essere dirottate a Enna.

Mi è stato garantito – afferma il sindaco di Nicosia – che entro due o tre giorni con le assunzioni in a.l.p.i. tornerà la copertura h24 in radiologia. Se questo non avverrà sono pronto a mettere in atto azioni eclatanti”.

Che l’ospedale di Nicosia, ma in generale anche gli ospedali periferici di Piazza Armerina e Leonforte, non siano tenuti in debita considerazione dalla direzione generale dell’Asp di Enna, lo testimonia la decisione presa dal commissario straordinario Francesco Iudica di eliminare nel nuovo atto aziendale tutte le unità dipartimentali facendole diventare semplici, In pratica togliendo autonomia operativa ad alcuni reparti e rendendole dipendenti dalle unità complesse con i primari presenti a Enna. Decisione contraria a quanto stabilito dalla nuova rete ospedaliera siciliana approvata dall’assessorato regionale alla Salute, secondo le linee guida del Ministero della Salute.

A Nicosia secondo l’atto aziendale in via d’approvazione verrebbero declassati i reparti di Chirurgia generale, Cardiologia, Radiologia, Laboratorio d’analisi, Servizio di anestesia e Direzione sanitaria di presidio. A Piazza Armerina verrebbero declassati i reparti di Chirurgia, Ortopedia, Radiologia, Servizio di anestesia, Direzione sanitaria e Odontoiatria. A Leonforte diventerebbero unità semplici Medicina generale e Servizio di anestesia. A Enna sono cinque le unità dipartimentali, di queste tre verrebbero trasformate in unità complesse.

Secondo il commissario straordinario Francesco Iudica questa decisione dovrebbe bloccare la fuga dei cittadini dell’ennese verso altre strutture ospedaliere, che costa all’Asp di Enna circa 56 milioni di euro. Sul territorio sono presenti quattro ospedali, secondo Iudica, l’uno fotocopia dell’altro. Per superare questa situazione occorrerebbe metterli in rete affinchè ciascun presidio ospedaliero possa offrire qualcosa di diverso alla cittadinanza della provincia. Questa nuova organizzazione snellirebbe anche le liste d’attesa. La proposta prevista nell’atto aziendale ha avuto riscontro positivo da tutte le organizzazioni sindacali, tranne dalla Uil ed ora dovrà ricevere l’approvazione da parte dei sindaci.

Su questo scende in campo il sindaco Bonelli del tutto contrario a queste scelte che ancora una volta penalizzano il nosocomio di Nicosia e l’autonomia operativa di alcuni reparti fondamentali per l’offerta sanitaria della popolazione non solo nicosiana, ma di un intero circondario che usufruisce delle prestazioni dell’ospedale Basilotta.

 


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