Incassati dal Comune di Nicosia i 600 mila euro non dovuti all’Ato, saranno utilizzati per realizzare la via di fuga di via Belviso

Condividi l'articolo su:

Il Credito Siciliano circa due settimane fa ha versato nella casse comunali gli oltre 600 mila euro ottenuti a seguito della sentenza emessa il 10 luglio 2019 dal Tribunale di Enna, il giudice Marco Pennisi si era pronunciato in favore del Comune di Nicosia dichiarando provvisoriamente esecutivo il decreto ingiuntivo proposto contro l’Istituto di credito.

Si tratta di una lunga ed intricata vicenda che risale ad un decennio fa, una vicenda giudiziaria promossa dall’ex Banco di Sicilia nei confronti dei comuni dell’ennese e dall’Ato EnnaEuno

Nel 2009 il Credito Siciliano ottenne dal Tribunale di Enna un unico decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per oltre sei milioni e seicentomila euro nei confronti dei comuni ennesi soci dell’Ato. La quota dovuta dal Comune di Nicosia in solido con EnnaEuno alla banca era di 605.811,08 euro.

Il Credito Siciliano sosteneva di aver avuto ceduto dall’Ato EnnaEuno il credito che la società d’ambito vantava per la riscossione volontaria della T.I.A. (Tariffa di igiene ambientale).

Sulla base del decreto ingiuntivo, il 28 settembre 2009 Credito Siciliano riusciva a pignorare presso la tesoreria del Comune di Nicosia la somma di 608.000 euro.

Il Comune di Nicosia proponeva però opposizione al decreto ingiuntivo ed il Tribunale di Enna, con sentenza del 18 aprile 2017, l’accoglieva, revocando il decreto ingiuntivo. Il Comune tramite il decreto ingiuntivo chiedeva la restituzione di quanto ingiustamente sborsato nel 2009.

Questa somma verrà impegnata, secondo gli intendimenti dell’amministrazione comunale, per costruire la via di fuga in via Belviso con un nuovo progetto da 600 mila euro. Un’opera pubblica importante poiché questa strada ad alta intensità abitativa non ha ad oggi una via di fuga in caso di calamità naturali.

Anche quest’opera pubblica ha avuto un iter travagliato. Con un incarico da 24 mila euro dato all’ingegnere catanese Grazia La Cava nel settembre 2009. La professionista ebbe l’incarico di redigere un progetto definitivo dei lavori di realizzazione della strada di collegamento della via Belviso con il tratto di strada compreso tra la via Leonardo Da Vinci e la provinciale 20. Il costo del progetto, non accompagnato tra l’altro dalla relazione geologica, si aggirava sui due milioni di euro.

Il progetto fu bloccato dall’attuale amministrazione comunale, poiché ritenuto troppo costoso, prevedeva tra l’altro oltre una ventina di espropri e ricevette anche il parere negativo da parte della Soprintendenza di Enna.

L’ingegnere Grazia la Cava ha mantenuto l’incarico ed è stata convocata dall’Ufficio tecnico comunale per redigere un nuovo progetto, è stata individuata, infatti, un nuovo tracciato per la via di fuga della via Belviso, la cui realizzazione costerà 600 mila euro, interamente coperti con la somma incassata dal decreto ingiuntivo.

 


Condividi l'articolo su:

Commenta l'articolo