Indovina il personaggio – storia di candidati e candidature: “A bannera ri cannavazzu”

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Si apre con questo primo pezzo una serie di articoli satirici dedicati ai candidati e alle loro scelte. Non si tratta di gesti normali che possiamo vedere ogni giorno, ma di vere e proprie parodie di coloro che pur di arrivare alla tanto ambita meta ne hanno combinate e ne combinano di tutti i colori.

Alcuni personaggi qui descritti vi verranno subito in mente leggendo le quattro righe che accompagnano le loro “epiche imprese”, conosciute dalla maggior parte dei cittadini nicosiani e tramandate per via orale, meritano di essere romanzate e scritte.

Questi personaggi ancora oggi sono presenti nella vita politica nicosiana, altri invece da poco hanno cominciato a scrivere pagine e perle di rara “bellezza” che meritano di essere raccontate per far capire il personaggio e la sua “caratura”.

Fatta questa doverosa premessa, il primo personaggio che prendiamo in considerazione è colui che ho soprannominato “A bannera ri cannavazzu”, traduco l’espressione tipicamente siciliana per gli amici altoatesini, ovvero “bandiera di stracci” che sta ad indicare una persona che si comporta in maniera incoerente da non potere essere assolutamente qualificata.

Abbrevierò il suo soprannome in Cannavazzu, personaggio giovane, viso nuovo che ispira fiducia, abbastanza colto, fine ed istruito, ma totalmente inaffidabile. Il Cannavazzu iniziò la sua carriera politica avvicinandosi al gruppo che in quel tempo andava per la maggiore, favorito dai sondaggi e quindi sulla cresta dell’onda. Il gruppo aveva deciso all’unanimità di candidare per le regionali siciliane del 2017 una sua rappresentante. La candidatura nelle primarie on line del gruppo non andarono per il meglio, prevalse un’altra candidatura, quella della futura onorevole. Come prima mossa il Cannavazzu lascia il gruppo a cui aveva aderito per saltare verso il carro del probabile vincitore, aderendo ad un altro gruppo locale che aveva palesemente appoggiato la candidatura. La scelta sembra quella giusta, il Cannavazzu ha visto giusto e festeggia la vittoria con la neo-onorevole.

Qualche mese dopo in Italia si svolgono le elezioni politiche, il Cannavazzu senza dir nulla al gruppo di riferimento si autocandida, ma viene clamorosamente escluso dagli organi centrali. L’esclusione porta all’abbandono del gruppo politico per aderire al nuovo che avanza, il riferimento del Cannavazzu è ora il capitano della Padania. Ma a Nicosia il gruppo politico stenta a nascere e crescere, solo simpatizzanti ed un politico di riferimento che però appoggia altri “cavalli di razza”.

Il Cannavazzu in vista delle elezioni amministrative si candida con una lista civica il cui candidato sindaco è un ex assessore rimasto fermo per una legislatura. Anche qui però il nostro capisce che probabilmente verrà eletto solo se aderirà al gruppo politico del favorito, il sindaco uscente, infatti con la legge maggioritaria la lista vincente vedrà eletti undici consiglieri, contro i quattro della seconda lista, è molto più probabile che si salga solo se si aderisce ad una lista vincente. E nelle ultime ore il Cannavazzu aderisce al progetto politico che attualmente è favorito per le amministrative.  Ovviamente nulla è definitivo, i cambi di casacca del Cannavazzu sono all’ordine del giorno nel caso in cui escano fuori all’ultimo minuto candidati favoriti, tanto c’è tempo fino a metà aprile.

Cannavazzu fa parte di quella categoria che io ho classificato tra i “cavalieri solitari”. Sembrerebbe un personaggio romantico, il nostro prode eroe a cavallo verso il tramonto, libero da ogni ingerenza, libero nelle sue idee e forte delle sue convinzioni. Così però non è, il Cannavazzu nonostante la sua giovane età mira alla poltrona, non si sa quale, una qualsiasi, nulla di strano che invece di vederlo sugli scranni dell’aula consiliare lo si possa ammirare in qualche posto di sottogoverno, che sia un posticino alla Silvopastorale, in qualche cda di qualche partecipata, insomma un premio all’impegno occorre pur darlo, altrimenti il nostro è pronto a spiccare un’ulteriore salto della quaglia e a candidarsi tra le braccia di qualche altro nuovo profeta di vittorie.

Idee poche ma confuse, ma l’importante è occupare la seggiola, sul cosa fare e su cosa proporre, tutto va in secondo piano. In questi anni ne abbiamo visti di arrivisti far di tutto per arrivare alla meta e poi non pronunciare mai un discorso, non proporre un emendamento, non dar seguito ad alcuna idea, si arriva lì con il voto dei cittadini, per lo più parenti, in genere questi soggetti hanno famiglie ed una parentela molto numerosa che garantisce loro il seggio un po’ come un feudo baronale. Il tutto a discapito di chi potrebbe realmente fare qualcosa o essere portatore di idee ed innovazione, ma si sa il popolo o meglio in questo caso la famiglia è sovrana.

 


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One thought on “Indovina il personaggio – storia di candidati e candidature: “A bannera ri cannavazzu””

  1. Bellissimo e molto divertente, la satira politica è ciò che mi fa sorridere e quella da te espressa e da sganasciarsi, allora possiamo dire “Peccato di non avere adeguata famiglia e cavallo”?😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣🤣

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