L’assessore Razza firma il decreto per la rete ospedaliera siciliana. Stop alle deroghe per i punti nascita

Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi nella mattina dell’11 gennaio l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha firmato il decreto sulla programmazione della Rete ospedaliera della Regione Siciliana.

Lo ha annunciato lo stesso assessore sulla sua pagina facebook: “Come richiesto dal Ministero della Salute, con nota trasmessa lo scorso dicembre e recante protocollo n. 0040159 del 17 dicembre 2018, ho adottato questa mattina il decreto sulla programmazione della Rete ospedaliera della Regione. 

Il documento, esattamente come avvenuto in previsione della rete approvata nel 2017, recepisce, con un cronoprogramma, le richieste formulate dal Ministero in relazione alla riduzione delle unità complesse, secondo la previsione di rete, nonché sulla rete emergenziale e sui punti nascita. Con riferimento a questi ultimi, avendo il tavolo tecnico rimandato al Comitato del percorso nascita nazionale, lo stesso Comitato si è pronunciato il 18 dicembre 2018 concedendo alla nostra Regione una ulteriore deroga, con verifica da attuare a sei mesi e poi ad un anno.

Alcune indiscrezioni di stampa, riportate nei giorni scorsi, hanno probabilmente indotto il ministro Grillo a ritenere che la Regione potesse eludere il parere trasmesso. Non è così, come da me dichiarato già nei giorni scorsi, e non potrebbe mai esserlo: siamo stati educati alla cultura delle istituzioni e riteniamo che la collaborazione con il Ministero, fino ad oggi proficua, sia posta nell’interesse esclusivo dei cittadini, che tutti riteniamo imprescindibile. La prossima settimana, il 23 gennaio, vorrò incontrare le parti sociali per proseguire nel dialogo avviato e per iniziare ad affrontare i criteri per la redazione dei nuovi atti aziendali”.

Il piano adottato dall’assessore prevede dei cronoprogrammi dettagliati per aderire alle osservazioni mosse da Roma allo schema di rete ospedaliera proposto dalla Regione. Per quanto riguarda le unità operative, quelle in eccesso rispetto agli standard sono 168. Una trentina sono state già “rifuzionalizzate” entro il primo step del 31 agosto scorso. Ne restano 138. Si interverrà su altre 11 entro il 31 marzo di quest’anno, 25 entro il 30 giugno, 44 entro il 31 dicembre di quest’anno, e 58 entro il giugno del 2020.

Gli interventi numericamente più consistenti si avranno sui reparti di oculistica, neonatologia e di recupero e riabilitazione funzionale. Per capire quali unità chiuderanno si valuterà la produzione delle unità del 2018. Saranno chiuse le meno performanti, in ragione del tasso di occupazione dei posti letto, peso medio delle prestazioni e indice di inappropriatezza delle prestazioni.

La Regione, inoltre, si impegna a chiudere alcuni Pte (presidi territoriali d’emergenza), otto al 31 dicembre 2019, e una quindicina a giugno 2020.

L’altra osservazione più significativa mossa da Roma riguarda i punti nascita. Il 2019 sarà l’ultimo anno di deroghe. Alla fine dell’anno si procederà al monitoraggio dei parti e i punti con meno di 500 nascite dovranno essere chiusi, nel caso specifico di Nicosia rischia seriamente la chiusura definitiva il 31 dicembre 2019.

 

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