Nicosia, giro di vite per i venditori ambulanti

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Con una ordinanza del 27 ottobre il sindaco di Nicosia, Luigi Bonelli, ha stabilito alcune limitazioni all’esercizio del commercio ambulante a Nicosia.

Nelle settimane scorse erano pervenute diverse lamentele da parte dei commercianti nicosiani, contro i venditori ambulanti provenienti da diversi Comuni, il più delle volte irregolari e posizionati in molti punti della città soprattutto nel centro storico.

Secondo le nuove regole dettate dall’amministrazione comunale è vietato agli ambulanti l’esercizio dell’attività nel centro storico, in via Vittorio Emanuele, in via Provenzale, largo Beccherie, piazza e parcheggio San Francesco d’Assisi, piazza Garibaldi, piazzetta Leone, largo Duomo, via Fratelli Testa, via San Benedetto, piazza Marconi, via Roma, via Umberto, via IV Novembre, via Senatore Romano, viale Vittorio Veneto, piazza Vittime di Nassirya, via Cipolla, piazzetta Speciale, via Casale, via Matteotti, via Miracoli, vicolo Miracoli, via Celso, piazza San Francesco di Paola, largo Pozzi Fiera, via nazionale fino al civico 69, via San Giovanni fino al Dispensario, largo Peculio, via Li Volsi, via S. Agata.

La sosta dei veicoli degli ambulanti può essere effettuata per un tempo massimo di ore 2, una sola volta nell’arco della giornata, in ogni caso, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di circolazione stradale. L’attività di vendita può essere effettuata dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 16.00 alle 19, nel periodo dell’ora legale e dalle ore 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 nel periodo dell’ora solare. Le soste dello stesso operatore possono essere effettuate in punti che distano fra di loro almeno 400 metri; nell’arco della stessa giornata l’operatore non potrà occupare il posteggio precedentemente utilizzato nell’area immediatamente adiacente allo stesso posteggio e nel raggio di 400 metri; la merce non può essere poggiata sul suolo pubblico.

L’inosservanza delle regole previste dall’ordinanza comporterà l’applicazione delle sanzioni previste  dall’articolo 20 della legge regionale 18/95, che prevedono, in base alle inosservanze rilevate, multe da 50 euro fino 2.500 euro e la confisca delle attrezzature e della merce.


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