Nicosia, i lavoratori del cantiere di servizi ex reddito minimo incontrano i sindacalisti e l’amministrazione comunale – VIDEO

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Continua la protesta dei lavoratori del cantiere di servizi di Nicosia ex reddito minimo di inserimento, dopo la protesta di giovedì 28 marzo a Capodarso, nel pomeriggio del primo aprile i lavoratori, senza stipendio da tre mesi, hanno incontrato i rappresentanti sindacali dello Snalv e l’amministrazione comunale di Nicosia, presenti all’incontro anche la presidente del consiglio comunale insieme ad alcuni consiglieri.

Una situazione che ormai si protrae da quasi venti anni, si tratta di lavoratori che in base al decreto legislativo 237/98 lavorano all’interno della macchina comunale percependo a fine mese un sussidio regionale che parte da 278 euro ed aumenta in base al numero di familiari in carico. Questi lavoratori non hanno diritto al versamento di contributi, una sorta di lavoro in nero autorizzato per legge.

Questa piccola cifra però non viene erogata con puntualità creando gravi disagi a queste persone, alcune delle quali vivono solo con questo sussidio. Una situazione per alcuni diventata disperata in quanto non possono pagare le bollette di luce, acqua e gas, non possono acquistare medicinali e cibo e ad alcune famiglie le utenze sono già state staccate o mancano pochi giorni per avviare le procedure di distacco.

I lavoratori dei cantieri di servizi prestano la loro opera in 34 comuni nelle province di Enna e Caltanissetta e sono circa un migliaio, una ventina lavorano a Nicosia.

Per il sindacato Snalv è intervenuto per primo Carmelo Oliveri che ha illustrato quanto fatto dall’organizzazione sindacale in questi mesi, con la presentazione nella quinta commissione del parlamento siciliano di quattro proposte di emendamento, tutti bocciati, alla legge attualmente in vigore. Questi riguardavano lo svincolo dei vincoli patrimoniali, l’equiparazione degli ex reddito minimo ai pip, l’equiparazione della scala di equivalenza.

Manuel Bonaffini, segretario generale territoriale dello Snalv, ha illustrato le nuove proposte e le forme di lotta che verranno adottate nei prossimi mesi. Innanzitutto verrà proposta un’azione legale contro la Regione Siciliana. Il sindacato chiede, inoltre, che i sindaci dei diversi comuni, adottino un documento con il quale si chieda alla Regione la stabilizzazione dei lavoratori dei cantieri di servizi. Prima delle elezioni europee, infine, verrà indetta una manifestazione a Palermo, una pressione nei confronti dei rappresentanti politici per la soluzione di questa vertenza. In quella occasione i vertici sindacali ed i lavoratori incontreranno il presidente Musumeci.

Il sindaco di Nicosia, Luigi Bonelli, nel suo intervento ha ricordato come fu proprio lui nella veste di assessore ai servizi sociali a far applicare anche a Nicosia, esclusa per un cavillo, la legge che istituì il sussidio per il reddito minimo d’inserimento. Conosce bene la situazione di questi lavoratori e la sua amministrazione, solidale con la loro lotta per la stabilizzazione, si metterà a disposizione per far in modo che questo risultato venga ottenuto.

 


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