Nicosia, occupata la stanza del sindaco per la protesta dei lavoratori del cantiere Aro – VIDEO

Dal mese di ottobre non percepiscono lo stipendio, tredicesima e salario accessorio ormai esasperati ed allo stremo delle forze nella mattina del 5 febbraio gli operari del cantiere Aro di Nicosia hanno occupato pacificamente la stanza del sindaco di Nicosia in segno di protesta.

I lavoratori, assistiti dal sindacalista Pasquale Calandra della Uil-Fpl, ancora una volta non hanno voluto protestare in modo estremo, ma hanno espresso tutto il loro disagio per una situazione alquanto ingarbugliata.

Il Comune di Nicosia paga regolarmente la ditta Multiecoplast che in città gestisce il servizio di igiene urbana e spazzamento. Ma la ditta a quanto pare ha ceduto il credito ad una banca che a sua volta ha bloccato i pagamenti per debiti pregressi della ditta. Nel mezzo di questa paradossale situazione i lavoratori e le loro famiglie allo stremo senza stipendi e con debiti che ogni giorno si accumulano.

Da qualche settimana è stato proclamato lo stato di agitazione, i lavoratori ed il sindacato sono stati ricevuti dal prefetto di Enna per un confronto con la ditta per tentare di dirimere la controversia, ma nonostante le promesse i pagamenti nono sono stati effettuati.

Il sindaco di Nicosia, Luigi Bonelli, è solidale con i lavoratori, nonostante non vengano pagati da mesi il servizio è stato garantito e la città non ha subito disagi. Durante tutta la mattinata del 5 febbraio il primo cittadino coadiuvato dai suoi assessori ha contattato il prefetto per un ulteriore incontro, ha contattato la banca per sbloccare almeno il pagamento del mese di ottobre e nel contempo ha adottato la procedura prevista dall’articolo 30 del Codice degli appalti che permette al Comune di Nicosia di pagare direttamente i lavoratori. Questa procedura prevede una diffida alla ditta di 15 giorni, trascorsi i quali senza che abbia provveduto a saldare gli emolumenti dovuti, il Comune potrà procedere pagando direttamente gli operai.

La protesta prosegue ad oltranza con l’occupazione della stanza del sindaco anche nei prossimi gironi. Se anche la procedura prevista dall’articolo 30 del Codice degli appalti dovesse subire rallentamenti oppure dovesse bloccarsi, i lavoratori sono pronti a proclamare lo sciopero con tutte le conseguenze previste in questi casi che vanno dall’interruzione di pubblico servizio fino ai conseguenziali problemi sanitari per l’igiene pubblica.

Ad oggi si sono evitati questi gesti estremi, ma la pazienza ha raggiunto i limiti della sopportazione ed oggi la tensione all’interno della stanza del sindaco si tagliava con il coltello.

 

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