Nicosia, respinta dalla Corte d’Appello la richiesta di risarcimento da 500 mila euro nei confronti della Silvopastorale

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L’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Nicosia non dovrà versare il maxi risarcimento da 500 mila euro richiesto dalla Min.Co. Mineraria Costruzioni.

Lo ha deciso la Corte d’Appello di Caltanissetta , che di fatto ha confermato integralmente la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Nicosia nel 2010.

Si tratta di un vecchio contenzioso nato alla fine del 2005, quando la Min.Co. chiamò in causa, davanti al Tribunale di Nicosia, l’Azienda Speciale Silvo Pastorale in seguito ad una concessione stipulata nel 2001, che concedeva alla società mineraria il godimento di due aree, la Cava San Martino e Crociate.

La Min.Co. aveva versato il canone annuo di 516,46 euro, ma contestava all’Assp di non aver assolto alle proprie obbligazioni. Infatti, la giunta comunale di Nicosia aveva dichiarato inesistenti tutti gli atti inerenti alla concessione delle due aree, per incompletezza dell’iter formativo.

La società mineraria chiedeva al Tribunale di Nicosia la consegna dei siti ed un risarcimento danni per il ritardo nell’adempimento ed in via subordinata la risoluzione del contratto e la condanna al risarcimento per il danno subito.

In giudizio l’Assp rispondeva alle accuse della Min.Co. facendo notare che si era avvalsa della clausola risolutiva, inserita nel contratto di concessione e quindi perfettamente operativa, in quanto la società non aveva pagato il canone annuo nel termine perentorio che era stato pattuito. L’Assp aveva restituito, tramite assegno circolare, quanto versato dalla società mineraria con ritardo.

Il Tribunale di Nicosia prima ed in secondo grado la Corte d’Appello di Caltanissetta hanno dato ragione all’Azienda Speciale Silvo Pastorale di Nicosia, riconoscendo la validità della clausola risolutoria ed in secondo grado la Min.Co. è stata condannata al pagamento di 3000 euro di spese processuali.

 


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