Nicosia, sospesi alcuni membri della Confraternita di San Michele Arcangelo

Condividi l'articolo su:

Il consiglio direttivo della Confraternita di San Michele Arcangelo insieme al parroco di San Michele, Felice Calzetta, hanno deciso all’unanimità di sospendere alcuni membri della confraternita che, prima dei festeggiamenti del 24 settembre in onore di Sant’Isidoro Agricola, avevano pesantemente insultato il parroco e le istituzioni ecclesiastiche attraverso il social network facebook.

Le polemiche erano nate dopo la pubblicazione, il 22 settembre, di una lettera firmata dal parroco Felice Calzetta, il sacerdote aveva comunicato che gli spettacoli di cabaret non erano consentiti nelle feste di carattere religioso dal “Direttorio liturgico pastorale” della Diocesi di Nicosia, senza previa approvazione da parte della Curia vescovile, che in ogni caso vuole conoscere preventivamente il programma.

In realtà stando alle dichiarazioni successive degli organizzatori delle festa di Sant’Isidoro Agricola, lo spettacolo del cabarettista Carmelo Caccamo era stato inserito all’ultimo minuto, impedendo in pagamento della Siae in tempo utile, da qui è nato l’annullamento dello spettacolo. Gli altri eventi si sono svolti in modo regolare.

La lettera del parroco è stata pubblicata su facebook ed ha provocato la reazione indignata di diverse persone, anche coloro che non conoscevano approfonditamente i fatti, tra cui anche alcuni membri della confraternita. Purtroppo, come accade spesso nei social network, qualcuno si è fatto prendere troppo la mano ed ha cominciato ad insultare sia il parroco che le istituzioni ecclesiastiche, chiedendo anche la rimozione del sacerdote. Sarebbe opportuno ricordare che in questi casi gli insulti sui social sono paragonabili a quelli effettuati in pubblico, nulla cambia ed in diversi casi si è arrivati anche alle denunce penali.

In questo caso specifico si è proceduto alla sospensione di alcuni membri della confraternita ed alla richiesta di pubbliche scuse con ritrattazione delle offese.


Condividi l'articolo su:

Commenta l'articolo