Presentato a Nicosia dai parlamentari pentastellati il Reddito di Cittadinanza – VIDEO

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Sabato 16 febbraio l’aula consiliare del Comune di Nicosia ha ospitato un incontro tra i parlamentari del Movimento 5 Stelle, Andrea Giarrizzo, Elena Pagana e Fabrizio Trentacoste e la cittadinanza nicosiana. I parlamentari pentastellati hanno illustrato la misura del Reddito di Cittadinanza, introdotta attraverso un decreto legge ed attualmente in fase di approvazione e conversione in legge nei due rami del Parlamento.

E’ intervenuto per i saluti istituzionali il sindaco Luigi Bonelli, che ha tra l’altro ha sottolineato i buoni rapporti tra la sua amministrazione e la deputazione pentastellata del territorio, rappresentata dai tre parlamentari presenti in aula.

Subito dopo a turno sono intervenuti i tre parlamentari a cominciare da Elena Pagana deputata regionale all’Ars. La parlamentare regionale ha sottolineato come essendo all’opposizione una tale misura economica al parlamento regionale non era possibile proporla, avversata dagli gruppi parlamentari.

Nello specifico argomento sono entrati i due parlamentari nazionali, il deputato Andrea Giarrizzo ed il senatore Fabrizio Trentacoste che si sono alternati per spiegare i punti salienti della misura economica.

Il reddito di cittadinanza partirà da aprile 2019, con le richieste del contributo che potranno essere presentate da marzo. A partire da aprile, quindi, i nuclei familiari che si trovano in una situazione di difficoltà economica e soddisfano i requisiti previsti, beneficeranno di un’integrazione del reddito fino ad un massimo di 780 euro (per la persona che vive sola). Per mantenere il diritto al reddito di cittadinanza bisognerà rispettare alcune norme con la sottoscrizione, a seconda dei casi, di un Patto per il lavoro, di un Patto per la formazione o di un Patto per l’inclusione sociale con il centro per l’impiego.

Il reddito di cittadinanza non è altro che uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà. A queste famiglie il reddito percepito verrà integrato di una certa somma fino ad arrivare ad una determinata soglia, variabile a seconda della composizione del nucleo familiare.

Il reddito di cittadinanza però non è una sola misura assistenziale; oltre al contributo mensile, infatti, il beneficiario deve sottoscrivere un accordo con il centro per l’impiego accettando di frequentare dei corsi di formazione, di partecipare a dei lavori socialmente utili e di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli verranno presentate; in caso di mancato rispetto di questi obblighi si perde il diritto al reddito di cittadinanza.

I beneficiari devono: essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure essere cittadini di uno Stato membro UE. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno. Essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni; avere un ISEE inferiore a 9.360 euro; avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000 euro; avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000 euro. Questo limite è innalzato di 2.000 euro per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000 euro). Vi è poi un incremento di 1.000 euro per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000 in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare; avere un reddito familiare non superiore a 6.000 euro. Questa soglia è aumentata a 9.360 euro qualora il nucleo familiare sia in affitto.

Non hanno diritto al reddito di cittadinanza, invece: i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del reddito, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni; i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto; i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena; nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

Il reddito di cittadinanza non ha un importo fisso; varia, infatti, in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede.

Il reddito di cittadinanza spetta all’interessato per tutto il periodo in cui ne soddisfa i requisiti. La misura, però, non può avere una durata superiore ai 18 mesi. Vi è però la possibilità di rinnovarla; in tal caso, però, il beneficio viene comunque sospeso per un mese.

La richiesta del reddito di cittadinanza dovrà essere presentata agli uffici postali utilizzando il modello che verrà messo a disposizione dall’Inps; la domanda potrà essere inviata online o anche rivolgendosi ai centri di assistenza fiscale convenzionati con l’Inps. All’atto della domanda bisognerà presentare anche la DSU a fini ISEE.

Una volta ricevuta la domanda l’Inps ha tempo 5 giorni per valutare il possesso dei requisiti richiesti utilizzando le banche dati a disposizione; in caso di accettazione della richiesta, il beneficio economico sarà erogato attraverso la carta reddito di cittadinanza.

Si tratta di una carta acquisti realizzata da Poste italiane con un limite di prelievi in contanti di 100 euro al mese e con l’obbligo di spendere tutto il contributo entro il mese dell’erogazione; sono vietate, inoltre, le spese per beni e servizi riferiti al gioco d’azzardo o che portano alla ludopatia.

 


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