Rosatellum ? Meglio chiamarlo Merdarellum

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L’ultimo regalo della scorsa legislatura, tra le tante leggi discutibili, è sicuramente quella elettorale soprannominata Rosatellum dal nome del suo ideatore tale Ettore Rosato, deputato del Partito Democratico.

La scorsa legislatura segna un altro record poco invidiabile per la prima vola sono state votate ben due leggi elettorali, la prima l’Italicum approvata a colpi di fiducia è stata parzialmente cancellata dalla Corte Costituzionale, la stessa Consulta che qualche anno prima aveva cancellato un altro obbrobrio, il Porcellum generato dalle menti eccelse del centro-destra.

In Italia non è che non sappiamo fare le leggi elettorali, ma invece le maggioranze che si succedono al governo pensano di costruirsele su misura facendole approvare a colpi di maggioranza ricorrendo alla vigliaccheria del voto di fiducia, salvo poi accorgersi che non solo non garantiscono alcuna governabilità, ma addirittura sono incostituzionali.

L’ultimo “colpo di genio” di questi esperti strateghi della politica nazionale è proprio il Rosatellum, una legge elettorale mista, che prevede due terzi dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale ed un terzo eletti con il sistema maggioritario dei collegi uninominali.

In un sistema sostanzialmente tripolare questo tipo di legge non garantisce per nulla la governabilità, appena 24 ore dopo che Pd, Forza Italia e Lega, insieme ai centristi voltagabbana avevano approvato questo obbrobrio, numeri alla mano provenienti dai sondaggi ci si era accorti che nessun polo (centro sinistra, centro destra e Movimento 5 Stelle) poteva raggiungere la maggioranza, se non ottenendo il 40 % dei consensi.

Sfortuna ? No, solo uno studio ricercato su come mettere in difficoltà chiunque riuscisse a conquistare la maggioranza dei voti, sia coalizioni o singoli gruppi politici, ancora una volta si è creato il sistema perfetto per inciuci ed accordi post elezioni, semplicemente per fottere gli elettori.

I “geni” avevano probabilmente previsto un accordo Pd-Forza Italia post elezioni, ma l’ondata giallo verde li ha travolti, sostanzialmente bocciando i partiti dell’inciucio e gli autori delle ultime tre leggi elettorali fallimentari, il risultato preventivato però è stato pienamente centrato. Il Movimento 5 Stelle primo gruppo politico italiano non può governare da solo, il centro destra prima coalizione italiana non può governare da sola. Morale della favola l’ago della bilancia è il Pd uscito con le ossa rotta dalla competizione elettorale, oggi, ancora una volta, decide le sorti del Paese. Un caso ? No, tutto studiato, così come è tutto studiato il rientro dalla finestra dei candidati bocciati nei collegi uninominali, un altro degli effetti di questo “merdarellum”, che ancora una volta umilia il voto degli italiani.

Soluzioni tecnicamente e teoricamente ne esistono, improbabili alleanze parlamentari che sostanzialmente allontanano i vincitori delle elezioni dai loro programmi e dalle promesse fatte in campagna elettorale, si dovrà mediare e rinunciare ai propositi e c’è chi si sta fregando le mani per il bel risultato raggiunto: aver fatto rieleggere i bocciati dalle urne ed aver frenato i programmi elettorali dei vincitori.

A questo punto la palla passa al Presidente Mattarella, dopo le elezioni dei presidenti delle due camere, potrebbe dare un incarico esplorativo ad uno dei due neo eletti e cercare una soluzione, del resto questi nuovi presidenti saranno il frutto di una maggioranza e di un accordo. Mattarella potrebbe anche dare l’incarico o a Salvini o a Di Maio direttamente, ma la faccenda in questo caso si complicherebbe per i veti incrociati che incontrerebbero sulla loro strada.

L’attuale governo Gentiloni è ancora in carica, il nuovo Parlamento potrebbe approvare in tempi brevissimi una nuova legge elettorale, certo quest’ultimo passaggio è quello più complicato, dopo due leggi incostituzionali e l’ultima totalmente inutile, chiedere per la prima volta dopo tanti anni uno sforzo per partorire qualcosa di mezzo discreto sarà un’impresa titanica. Quando pensiamo che abbiano dato il peggio di se, spuntano altri certi geni come Rosato che ci sanno stupire partorendo degli autentici aborti legislativi.

Per cui un consiglio che si potrebbe dare ai novelli onorevoli, accompagnati dai geni del passato rientrati in Parlamento, è quello di capire che fare una legge per far fuori un avversario politico è un errore che nella maggior parte dei casi si ritorce contro, quindi occorre analizzare l’attuale fase politica del Paese, capire che vi sono tre poli e farne fuori uno è totalmente impossibile.

L’ideale sarebbe una legge proporzionale con uno sbarramento al 5 %, che garantisca tutte le forze dalle più grandi alle piccole, ma non quelle da rappresentanza condominiale. Le prime due liste in un secondo turno potrebbero sfidarsi per ottenere la maggioranza nel Parlamento e la sera stessa dopo le elezioni poter governare senza inciuci, accordi o coalizioni elettorali che si sfaldano dopo 24 ore. Occorrerà far capire ai signori legislatori che le elezioni avvengono ogni cinque anni ed il governante di oggi potrebbe diventare opposizione nella prossima legislatura.

Quando si legifera su questa materia, una regola generale valida per tutti, occorre rispetto per l’avversario e rispetto soprattutto per la sovranità e le decisioni degli elettori, le leggi elettorali votate a colpi di maggioranza e con l’ausilio del voto di fiducia non hanno dato l’esito sperato, hanno invece regalato l’ingovernabilità, la sfiducia negli elettori e gli ultimi governi figli di accordi tra forze diverse e a volte con programmi opposti.

 


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