“Vota per me, te lo giuro su questo audio rimontato”: benvenuti nella democrazia del copia-incolla sonoro

La politica italiana ha attraversato epoche gloriose: i comizi in piazza, i manifesti strappati di notte, le fake news sui volantini ciclostilati. Ma stavamo solo scaldando i motori. L’evoluzione naturale della specie politica locale ha partorito il suo capolavoro assoluto:l’audio fasullo, opera prima di registi anonimi che Tarantino se li sogna.

Il procedimento è di una eleganza quasi commovente. Si recupera un vecchio file audio — magari una lite condominiale, una discussione sul barbecue di Ferragosto, una telefonata con la suocera — lo si taglia, lo si rimonta, lo si condisce con un po’ di fantasia narrativa, e il gioco è fatto. In trenta secondi si trasforma un innocente “mi passi il sale?” in una confessione di corruzione internazionale. Dopodiché si lancia il tutto nelle chat WhatsApp del paese, che provvederanno a diffonderlo con la velocità e l’accuratezza tipica delle voci di paese — cioè in cinque minuti e con tre dettagli aggiunti per ogni passaggio.

Ma c’è un aspetto che i grandi strateghi della guerra sporca sembrano non considerare:qualcuno questi audio li ha registrati. Il che significa che nella nostra classe politica locale esiste una categoria di individui che registra conversazioni private — amichevoli, litigiose, casuali — e le conserva gelosamente come fossero lingotti d’oro, nell’attesa del momento propizio per sguainarle. Sono persone che vanno al bar, ridono con te, ti offrono il caffè, e intanto il telefonino in tasca registra tutto. Professionisti. Artisti. Probabilmente hanno anche un archivio indicizzato per anno, tema e livello di imbarazzo potenziale.

E poi arriva la campagna elettorale, e l’archivio finalmente serve. Perché una campagna elettorale seria richiede proposte, programmi, visione del futuro — roba noiosa. Un buon audio taroccato, invece, è immediato, virale, e soprattutto non ti obbliga a spiegare cosa farai per sistemare le buche nelle strade.

Come si suol dire: le campagne toccano il fondo. Ma quando lo toccano, non si arrendono — cominciano a scavare. Con pale digitali, cuffie e GarageBand.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*