Mentre la statale 117 “Nord-Sud”, quella che sulla carta dovrebbe unire Santo Stefano di Camastra a Gela tagliando l’isola da nord a sud, celebra il suo sessantesimo anniversario come opera incompiuta per eccellenza, la politica siciliana ha trovato la soluzione geniale ai problemi dell’Etna: se la cenere vulcanica chiude l’aeroporto di Catania, costruiamone un altro nel cuore della Sicilia, a Dittaino. Peccato che, stando alle tempistiche storiche dell’ingegneria isolana, per vederlo operativo ci vorranno almeno un secolo.
La Nord-Sud: un’opera che invecchia meglio del vino, ma non si vede
La strada Nord-Sud è stata approvata con una legge del 1928, e da allora è diventata il simbolo delle infrastrutture siciliane: annunci, cantieri che partono, si fermano, ripartono, e nel frattempo i siciliani imparano a memoria i nomi dei lotti (B2, B4a, B4b, B5…) come fossero squadre di calcio. Con 28 chilometri ancora mancanti nella parte centrale e un costo stimato di circa un miliardo di euro.
In pratica, la “strada dei due mari” (Tirreno e Mediterraneo) è un po’ come certe relazioni a distanza: sulla carta esiste, ma nella realtà non ti porta da nessuna parte.
L’aeroporto di Dittaino: la risposta siciliana all’Etna (tra 100 anni)
Con l’Etna che periodicamente sputa cenere e manda in tilt l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, qualche politico ha pensato: “E se costruissimo un aeroporto nel centro della Sicilia, a Dittaino?” L’idea, rilanciata recentemente anche in chiave bipartisan, punta a creare uno scalo alternativo per non dipendere troppo da Fontanarossa.
Il problema? La Sicilia ha una tradizione consolidata: ogni grande infrastruttura richiede un tempo di realizzazione proporzionale alla sua importanza. Se la Nord-Sud ha impiegato 60 anni ed è ancora lì che aspetta, un aeroporto nuovo, con tutte le sue complessità, potrebbe tranquillamente richiederne 100. In pratica, i bambini che nascono oggi potrebbero vedere l’aeroporto di Dittaino quando saranno nonni.palermo.
Il ponte sullo Stretto: 200 anni per un’opera che (forse) nel 2032
E se pensate che 100 anni siano tanti, aspettate di sentire il discorso sul ponte sullo Stretto di Messina. I lavori, secondo i cronoprogrammi più recenti, dovrebbero partire nel 2025-2026 e concludersi tra il 2032 e il 2034. Ma conoscendo la storia siciliana delle grandi opere, c’è chi scommette che per vederlo davvero all’opera ci vorranno almeno 200 anni.
In pratica, mentre il resto del mondo costruisce ponti in pochi anni, la Sicilia sta perfezionando l’arte del “ponte a tempo dilazionato”: un’opera che diventa leggenda prima ancora di essere completata.
La satira della realtà: quando la fantasia supera i fatti
La vignetta satirica che pubblico non ha bisogno di essere inventata: la realtà siciliana è già di per sé una satira vivente. Politici che promettono opere in tempi record, mentre quelle esistenti restano incompiute da decenni; soluzioni “geniali” a problemi reali che richiedono un secolo per essere realizzate; e una popolazione che nel frattempo ha imparato a vivere con le infrastrutture “a metà”, come certi piatti siciliani che sono buoni anche se non completi.
L’unica differenza tra la satira e la realtà è che la satira dovrebbe esagerare, mentre in Sicilia la realtà esagera da sola.
