
C’è chi sorride con i denti stretti, chi cambia marciapiede, chi ti saluta come se stesse ingoiando un limone. Da domani torna“Se sarei sindaco”, la rubrica firmata da Sergio Leonardi che, con un fumetto satirico e un testo graffiante, mette in scena gli immortali stereotipi della campagna elettorale siciliana. Una campagna elettorale, quella attuale, che non ha certo bisogno di essere esagerata per sembrare grottesca: ci pensa già da sola, con il suo corredo di accuse, insulti, scorrettezze e qualche ricatto servito a colazione.
La satira ha questo difetto imperdonabile: costringe a guardarsi allo specchio. E quando lo specchio con ironia affilata e un fumetto che vale più di mille comunicati stampa, qualcuno si riconosce e si innervosisce. È il bello del gioco. La rubrica non ha la pretesa di far ragionare chi ha trasformato ogni tornata elettorale in uno spettacolo da avanspettacolo in salsa paesana; sarebbe, come dice lo stesso autore, un’impresa ardua. L’obiettivo è più modesto e al tempo stesso più ambizioso: far sorridere chi ha ancora voglia di farlo, e ricordare a tutti che certi comportamenti, per quanto diventatinormalità, normali non sono.
Appuntamento da domani, quindi. I politici sono già avvisati, anche se, a giudicare dai risultati delle edizioni precedenti, l’avviso non è servito granché.
